La storia di Stonato e Venere Nera
Può succedere che durante una calda notte estiva di fine agosto mentre tenti di addormentarti, tu venga svegliato dal nitrire incessante di un cavallo e che dopo un rimbalzarsi di w. App, ti ritrovi a vagare dal letto nel buio della tua masseria, con tua sorella e tuo cognato alla ricerca del cavallo disperato fino a quando improvvisamente non ti rendi conto che il tutto cessa e ritorna alla quiete, nel momento in cui Venere Nera ha ritrovato Stonato, che beatamente dormiva o brucava quel poco di erba che si trova in questo periodo, dopo aver passato una "stancante" giornata tra pere selvatiche, carrube, fieno, biada di Santino e mangime di Rosanna, crocchette dei cani e pane duro, totalmente incurante dello squilibrio emotivo creato in Venere Nera per il semplice fatto di essere leggermente lontani l'uno dall'altro... Ebbene si Stonato, classe 1992,e Venere Nera, classe 1995,si sono incontrati 22 anni fa'... Si sono scelti e non si sono più lasciati... Cavalli trottatori con un destino agonistico intrecciato... Stonato arrivò in Masseria fine 96 quando l'ippodromo chiuse per un periodo per lavori di manutenzione alcune scuderie si trasferirono da noi, tra cui quella di Luigi Pitardi, allenatore di Stonato appunto, era un cavallo nervoso che si arrampicava sui muri e nella speranza di calmarlo si pensò di mettergli come compagnia una pecora non avendo caprette a disposizione... Ma purtroppo dopo pochi giorni la pecora venne trovata morta, pensando fosse anziana venne messa un altra pecora che però venne trovata morta e capimmo che entrambe erano state uccise da Stonato... Allora Ginetto ci chiese di poterlo mettere in paddock con un altro cavallo essendo un castrone e non intero. La mattina seguente si decise di metterlo con Venere Nera nel paddock,Stonato abbasso' subito le orecchie e tentò di avventarsi a lei... In cambio ricevette una bella doppietta di calci e da allora si innamorò di Venere Nera... Soggiogato totalmente da lei che aveva un bel caratterino da vendere... Da allora ogni notte si chiamavano da box a box essendo in 2 scuderie diverse, lui veniva attaccato sotto mano e durante gli allenamenti si riconoscevano. Siccome Stonato cominciò ad andare bene alla fine dei 4 anni e spesso veniva guidato e vinceva con Enzo quando Ginetto decise di rientrare in ippodromo ed i proprietari decisero di uscire dal mondo dell'ippica, ci consigliarono di acquistarlo e così avvenne... Per cui finalmente Stonato e Venere diventarono anche compagni di box, cercando di scegliere x loro sempre le stesse giornate di corse in modo da farli viaggiare in van sempre insieme perché Stonato era restio a salirci senza di lei... Una volta che Venere Nera andò a correre una tris a Torino, lui si rifiuto' di mangiare quei 3 giorni fino al rientro di lei a casa... Hanno anche terminato la carriera agonistica insieme, nella stessa corsa, giornata gentlemen dicembre 2002.Stonato guidato da Vittorio arrivò terzo, Venere guidata da Francesco Tortorella, arrivò quarta, scendendo da cavallo lui disse ad Enzo che gli era sembrato strano che in retta d'arrivo Venere non avesse superato Stonato, quasi come se non avesse voluto farlo, ignaro del forte legame che esisteva ed esiste tra loro due... Anche perché Venere Nera era famosa per la sua, retta d'arrivo fulminante... Lei è nata da noi, Allevamento Carmine di Angelo Fornaro, purtroppo scivolando si fece una microfrattura alla grassella e papà aveva deciso di venderla ma fortunatamente l'ipotetico acquirente non ha mai confermato, ed iscritta ad una corsa matine' con le racchette di alluminio e sferrata dietro arrivò seconda girando tutta la corsa di fuori a tutti... La sua fortuna fu aver perso un ferro dietro durante la sgambatura ed allora Enzo e Vittorio decisero di sferrarla completamente dietro... I suoi 4 anni sono stati dominati da tanti secondi fino a diventare con Enzo una coppia invincibile delle maratone così come Stonato nel frattempo era diventato una garanzia di vittorie x chiunque lo guidasse, da Enzo a Vittorio, da Ginetto a Rocchino, fino a Giampaolo Minnucci.... Una sera ormai in pensione Stonato e Venere non si ritirarono a casa insieme al branco e cercandoli scoprimmo che Stonato era caduto e non riusciva ad alzarsi e Venere era immobile affianco a lui, certi che non lo avrebbe mai lasciato solo...più volte è capitato che Stonato non riuscisse ad alzarsi e Venere Nera era sempre pronta a nitrire per avvisarci, per chiedere aiuto affinché lo alzassimo...Facendo avanti ed indietro da lui a noi finché non lo vedeva in piedi al suo fianco.... Oggi Venere e Stonato vivono la loro vecchiaia insieme, come una coppia che si è dichiarata amore per sempre tanto tempo fa'...consapevoli che la Masseria in cui si sono conosciuti sarà il luogo ultimo che vedranno nella loro vita...Speranzosi che a fine carriera non sarebbero stati venduti... separati.. dimenticati come spesso capita nel mondo dell'ippica...È così è stato..... Venere oggi sopporta le continue pipi' da incontinente di Stonato e la sua prepotenza nel mangiare perché sa che comunque il suo essere discreta viene travolto dall'essere invadente di lui, consentendo però così ad entrambi di avere attenzioni e cibo extra rispetto agli altri... Probabilmente sono consapevoli, così come lo siamo noi, che saranno in grado di riconoscersi e ritrovarsi anche nell'aldilà perché l'amore così è............
Rosanna Fornaro
Locale adibito a scuola elementare nel secondo dopoguerra
Locale adibito a scuola elementare nel secondo dopoguerra

Quando la Masseria Carmine ospitava la scuola elementare per i bambini delle aziende agricole del futuro quartiere Paolo VI e del futuro comune di Statte.

 

 

Quando papà decise di non studiare più il nonno non rimase molto contento di questo e quasi per punizione disse a papà che dal giorno dopo a quella scelta si sarebbe dovuto mettere a lavorare... Anche perché nonno Vincenzo è stato un esempio di papà moderno che ha permesso a tutti i suoi figli di studiare, trasmettendo loro un forte senso di responsabilità e di Famiglia, offrendo loro delle possibilità che ad altri non era concesso.... Così papà comincio' a girare x masserie,ad occuparsi della loro gestione ed organizzazione dalla Badia a Santa Colomba, da Maruggio a Pisticci... Fino a giungere alla dimora attuale di papà : la Masseria Carmine che il nonno dopo anni di esperienza e di gavetta decise appunto di intestare a papà sotto forma di regalo... di premio... Perché in fondo il nonno sapeva che a papà piaceva si tanto la matematica, infatti ancora oggi papà per i calcoli ed i conti, per le operazioni, è una scheggia mettendo tutti noi nel sacco ma il nonno sapeva che papà amava la terra, amava gli animali e tutt'ora è così... sapeva che papà aveva la capacità di creare un rapporto di gerarchia con i suoi operai, i suoi dipendenti ma anche un rapporto di familiarità..Papà era solito andare alla Standa con sua sorella Nietta a comprare vestiti per i figli dei suoi operai oppure era solito far preparare loro la colazione, da nonna Marietta prima e da mamma Rosa dopo con il siero ed il quaglio che veniva utilizzato per i formaggi e la ricotta.. Per un periodo il nonno decise che papà Angelo dovesse occuparsi di una macelleria a Montemesola, essendo il commercio delle carni una delle loro maggiori attività ed in quell'occasione cominciò a lavorare per papà un ragazzo di Montemesola di nome Raffaele il cui ruolo era appunto garzone di bottega, il papà di Raffaele si era tanto raccomandato affinché appunto Don Angelo prendesse sotto di sé il figlio sopratutto dopo un esperienza lavorativa poco felice che Raffaele aveva intrapreso in Germania stanco di lavorare in macelleria.... E nel momento in cui papà decise di chiudere la macelleria perché non era ciò che desiderava fare, Raffaele rimase a lavorare con e per papà diventando il suo tuttofare... Posso dire con certezza che papà lo abbia cresciuto, gli abbia permesso di costruirsi una famiglia, gli abbia insegnato a vivere e solo nel momento in cui a papà per colpa dell'inquinamento hanno tolto le pecore e le capre distruggendo anni di lavoro e sacrificio, il loro legame lavorativo ma soprattutto affettivo si è dovuto sciogliere..Quando papà era ancora a Zitarella con il nonno e la nonna in quel periodo era consuetudine assegnare ad ogni azienda un guardiano che proveniva da un Istituto di guardie giurate che si trovava a Crispiano.. A Zitarella venne assegnato Ninuccio. Non esiste immagine della mia infanzia in cui non compaia Ninuccio... Il braccio destro di papà, la sua ombra... Che dopo un breve periodo a Zitarella si licenzio'da guardiano per divenire autista, trattorista insomma uomo di fiducia di papà... Lo ricordo accompagnare le donne di Ceglie e Montemesola che venivano a lavorare in masseria, sopra a casa ad aiutare la mamma nelle faccende domestiche e le donne che lavoravano nei terreni, nella raccolta delle olive... Lo ricordo all'ippodromo quando c'era da prendere qualche cavallo per papà... Lo ricordo sul trattore... Lo ricordo festeggiare con noi.... Infatti con la sua famiglia ha vissuto per anni in Masseria fino a quando non ha deciso di trasferirsi a Crispiano per godersi la pensione.... I primi anni che papà si è trasferito in masseria non c'era la corrente elettrica ed a parte la luce del sole, la sua illuminazione proveniva da lumini ad olio, a petrolio e a gas... Per lavarsi usufruiva dei bidoni di acqua ma ogni giorno si recava comunque a Zitarella dove la nonna lo aspettava grande grande perché era sempre il suo bambino... Papà in Masseria dormiva in una stanza e all'ingresso non c'erano porte o portoni... Ma c'era un vecchio divano dove si coricava un grande cane lupo di nome Whisky... Quello si che era un antifurto perfetto... E la mattina papà lo portava a Zitarella dove la nonna gli preparava la colazione essendo anche lei amante dei cani e di Whisky in particolare...ed ogni sera rientravano in Masseria insieme..Whisky è stato l'amico fedele di papà per anni... In Masseria ci si occupava degli uliveti e della raccolta delle olive,ci si occupava della semina e del raccolto del grano e dei mangimi che servivano a sfamare gli animali..Mi ricordo che era divertentissimo ma anche molto polveroso lanciarsi nei cumuli di grano e sprofondarci dentro... Era uno dei nostri giochi preferiti.... Così come noi 4 fratelli utilizzavamo i tronchi degli ulivi come nostri nascondigli..... C'erano le mucche, le capre, le pecore, i maiali, i cavalli ed i conigli... C'erano tante piante di carrubo e venivano seminate anche le fave..Perché era dalla terra che si otteneva il necessario per gli animali... Insieme a papà in masseria nelle loro case c'erano anche i pastori, ogni anno verso agosto e settembre erano soliti radunarsi a Grottaglie perché era in quel luogo ed in quel periodo che si decidevano le loro sorti... Ogni azienda decideva se confermarli oppure no... Ma papà era solito confermare i suoi pastori... Io ho il ricordo di Mario e Vincenzo che vivevano nelle 2 casette nell'atrio intorno a casa nostra, mi ricordo che ogni sera bussavano il portone al rientro del lavoro ed a tocco io, Vittorio, Enzo e Maria eravamo soliti scendere il cibo che la mamma li preparava ogni sera.. E la mattina loro diligentemente facevano trovare puliti e lavati, tegame, piatto e coppa... In segno di rispetto e ringraziamento verso la mamma..Così come forte nelle narici è l'odore di patate lesse, pagnottella e pomodori che riempivano le tavolate preparate come colazione per gli operai che venivano ingaggiati per le giornate di tosatura delle pecore....Erano la pastorizia, l'agricoltura, la lavorazione dei campi a dare la vita.... Era insomma la terra a rendere ricchi... Per un periodo la Masseria Carmine venne utilizzata anche come sede di scuola, il Comune chiese a nonno Vincenzo il permesso di utilizzarla come punto di riferimento scolastico per tutti i figli degli operai delle Aziende agricole limitrofe.. Quindi per una decina di anni una delle casette dell'atrio venne utilizzata come classe. La maestra Caliandro ogni giorno veniva diligente ad insegnare a questi ragazzi, a prescindere dal ceto o dall'appartenenza sociale, accompagnata dal padre o dal suo fidanzato, in bicicletta solitamente e delle volte era papà a riaccompagnarla a casa con lo scieraballe.. Ogni giorno, avanti ed indietro, avanti ed indietro fino a quando con la nascita del comune di Statte e del quartiere Paolo Sesto nacquero delle scuole vere e proprie... Così come arrivò la corrente elettrica.... #ricordi

Rosanna

Nella Masseria La Badia Grande negli anni 60
Nella Masseria La Badia Grande negli anni 60

Quando ANGELO FORNARO scelse la terra...

 

Papà non ha mai voluto continuare gli studi ed un giorno durante il pranzo ,nonno Vincenzo,suo padre, gli chiese cosa avesse intenzione realmente di fare della sua vita chiamandolo "Cumba' Angelo" e papà onestamente gli rispose che il suo desiderio era avere a che fare con la terra,le Masserie, gli animali...insomma gestire le Aziende..Quindi dal giorno dopo Cumba' Angelo passò dai pantaloni corti ai pantaloni lunghi,segnando il passaggio dall'adolescenza all'essere adulto e cominciò a svegliarsi ogni mattina tra le tre e le quattro unendosi agli altri operai e trainieri che con i loro muli procedevano ad arare i terreni,a gestire il bestiame,sebbene il dispiacere di nonna Marietta il cui figlio Angelo sarebbe stato sempre "u piccinn",anche quando lui avrebbe avuto una sua famiglia...ma lei mai si sarebbe opposta al volere di nonno Vincenzo perché l'amore, il rispetto,la famiglia, il lavoro erano dei cardini non contestabili ma ben radicati.
Papà era solito accompagnare nonno Vincenzo nei suoi giri,nei suoi commerci cercando di carpire ogni informazione utile,ogni segreto che gli potesse servire per essere un buon Capo......spesso nell'attesa che il nonno finisse le sue commissioni a Piazza Fontana, era solito imbattersi in piccole gare a cavallo con lo scieraballe con suo cugino Raffaele attraversando tutto il quartiere Tamburi..alternando vittoria e sconfitta...il legame tra i cugini era si forte,come forte era però il senso della competizione.
La prima Azienda di cui papà si è occupato sostituendo lo storico fattore è stata Santa Colomba situata Tra Palagiano e Palagianello in un periodo in cui vigeva il pieno comunismo e le aziende erano occupate da operai che i sindacati imponevano anche se non necessari,ma papà grazie al suo carattere,sempre compagnone e carismatico riuscì a conquistare il paese,la fiducia ed il rispetto degli altri fattori e delle loro famiglie ,creando un oasi felice e facendo fruttare e rifiorire Santa Colomba per ben sei anni fino a quando una mattina papà non venne riportato a casa da suo padre e da suo fratello Peppino,gettandolo nello sconforto in quanto gli comunicarono di aver venduto l'azienda.
Sconforto che per fortuna durò poco perché una mattina si presentò a Zitarella,la casa della famiglia Fornaro,Donna Amalia Volpicelli che chiese aiuto al nonno per la ricerca di una persona capace di gestire e mandare avanti la sua azienda,La Badia,situata tra grottaglie e montemesola visto che l'amministratore di allora,un certo Grassi,aveva comunicato la sua intenzione di lasciare l'incarico e l'azienda. Ed il nonno guardando papà negli occhi rispose a donna Amalia che aveva la persona giusta ed il pomeriggio stesso si recarono a visionare la Badia rendendosi conto di quanto fosse bella.
Finendo per occuparsene per tanti anni.
Papà ha sempre amato e tutt'ora ama la terra,gli uliveti,gli animali....ama le Masserie soprattutto di colore bianco ..ama girare per Aziende...ama l'idea dell'allevamento..il senso della gestione dei dipendenti..

Rosanna

Grazie alla disponibilità del naturalista Teo Dura,coordinatore della Provincia di Taranto del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee (GIROS), e alla generosità della nostra terra, anche quest'anno si è svolto il corso di riconoscimento delle orchidee spontanee.

Anche per il 2017 siamo felici di ripetere l'esperienza organizzando il secondo corso teorico-pratico di riconoscimento delle orchidee spontanee. In un territorio, la cui vera vocazione viene continuamente tradita, il nostro impegno vuole essere quello di far conoscere le meraviglie che ci sono state donate e che scegliamo di difendere. 
Siamo orgogliosi di condividere questo percorso avvalendoci della competenza e professionalità di Teo Dura, naturalista e coordinatore della provincia di Taranto del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee (GIROS).

Ritrovamento presso Taranto (Puglia) del rarissimo ibrido Ophrys ×circlarium nothosubsp. circlarium (O. lutea subsp. lutea × O. tarentina)
A circa 1 km dal luogo del rinvenimento di Ophrys ×circlarium, sempre in territorio comunale di Taranto, è ubicata la Masseria Carmine di proprietà della famiglia Fornaro, passata alle cronache per essere stata il punto di partenza del processo “Ambiente svenduto” [...] Alla sbarra sono diversi personaggi della politica e dell’imprenditoria locale e nazionale legati alle note vicende dello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto. Con grande spirito di iniziativa, immensi sacrifici e tanto dolore, dovuto anche alla perdita di capi di bestiame ovino e caprino, la famiglia Fornaro ha dato avvio alla riconversione delle attività della Masseria promuovendo visite guidate e didattiche finalizzate alla difesa e alla valorizzazione dell’ambiente e del territorio, tra cui quest’anno, per la prima volta, una giornata dedicata allo studio e alla ricerca delle orchidee spontanee presenti sul territorio della Masseria in collaborazione con la Sez. Tarantina del GIROS.
Teo Dura .pdf
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Abbiamo deciso di organizzare questo primo corso nella speranza di ripetere annualmente l'esperienza. In un territorio, la cui vera vocazione viene continuamente tradita, il nostro impegno vuole essere quello di far conoscere le meraviglie che ci sono state donate e che cercano di resistere all'umana follia.
Inoltre siamo felici di dare spazio a quelle competenze non abbastanza valorizzate e di cui abbiamo un grande bisogno...

"Good Morning Diossina" lui ci ha messo il cuore, noi ci mettiamo la faccia

CAROVANA PER LA DIGNITA' E LA SOSTENIBILITA' DEL LAVORO

 

Sabato 21 febbraio 2015 nella Masseria Carmine si è tenuta una tavola rotonda in occasione della seconda tappa della Carovana per la dignità e la sostenibilità del lavoro che si è svolta a Taranto.